Temi affrontati

SHOAH – GIORNATA DELLA MEMORIA

Testimonianze di Anna Frank e Primo Levi

REGIA E DRAMMATURGIA: FRANCESCO TAMMACCO

INTERPRETI: Francesco Tammacco (Primo Levi)    

                Rosa Tarantino(Anna Frank)                                                                                    

MUSICHE DELLA TRADIZIONE EBRAICA: Pantaleo Annese

SCENOTECNICA: Matteo Altomare

COREOGRAFIE: Roberta Ferrara e i danzatori della Compagnia di danza EQUILIBRIO DINAMICO

Spettacolo di attori e musica dal vivo

Quando si rovesciò il pudore e

si fece follia

il dolore più grande

 si sentì col  pianto dei comici…

La storia dell’umanità sembra insegnarci con presagi  di speranza la via della salvezza.

Perché l’uomo ami suo fratello, come diceva don Tonino Bello, dobbiamo trasformare le acuminate lance in stille di gioia. Non è facile portare sul palcoscenico le amare e terribili testimonianze di Anna Frank, Primo Levi, ed altri testimoni indimenticabili del martirio della Shoah; ricordi indelebili fissati negli occhi che hanno bruciato lacrime in preghiere d’indulgenza e di pietà. Pensiamo però che il teatro, la danza, la musica, l’arte in generale, in questo momento critico storico, debbano “servire” l’uomo perché si migliori in ogni azione, dalla più piccola a quella più eclatante. In questo viaggio, che prende spunto da una poesia di Primo Levi, “SHEMA’ – ad ora incerta” appunto, vogliamo riabbracciare i lembi delle vesti immacolate  di quei milioni e milioni di ebrei perseguitati che, nella follia del genocidio,  hanno perduto innocentemente la vita. E lo facciamo con la musica, linguaggio universale e con la poesia, forza eternizzatrice dell’animo umano e con la danza.

Si è voluta mantenere una cifra registica semplice, prosciugata perché nulla ostacolasse il senso dell’ascolto e del ricordo. Gli oggetti di scena sono un viatico immaginativo che parla di assenza e di evocazione, di materia rarefatta. Ci si muove tra il presente rielaborato ed il ricordo doloroso, tra qualcosa che si muove nella nostra coscienza e qualcosa che non c’è ancora, forse verrà, il perdono. La natura  di questo magma incandescente sempre presente e rimuginante, in quanto coscienza, si chiama memoria. Noi tutti sia ha il dovere di non tacere su quel che è stato. Francesco Tammacco

shemà

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